Nash in orbita Suns per sostituire Hornacek, ma a Phoenix non è solo l'allenatore il vero problema
Nessuno aveva previsto ciò che comunque era inevitabile: Jeff Hornacek licenziato dopo che i suoi Phoenix Suns hanno perso la quarta partita consecutiva e chiuso il mese di gennaio con un impietoso 2-12 (vinte-perse) che hanno portato la dirigenza ad una scelta drastica, ma in fin dei conti è stata una scelta giusta? Analizziamo prima i dati: Hornacek ha iniziato con un record di 48 vinte e 34 persa nella sua prima stagione 2013/14 alla guida dei Suns , e per un soffio i Playoff non sono stati raggiunti, così com’è accaduto l’anno successivo con 39 vinte e 43 perse, la post season è stata vista dal divano di casa. Quest’anno l’allenatore ha lasciato l’Arizona con un record di 14 vinte e 35 perse, e buona parte della seconda metà di stagione da giocare ancora. Brillante allenatore, Hornacek nel 2014 è finito secondo nella graduatoria di Coach dell’Anno e nonostante questo criticato dagli scout per un sistema offensivo troppo semplicistico, paragonato addirittura a squadre di livello NCAA.
Tuttavia i problemi a Phoenix non sono solo colpa di un’unica persona (e ci mancherebbe): nell’ultimo anno e mezzo il “povero” Hornacek ha dovuto subire le trade di due colonne portanti della squadra come Goran Dragic e Marcus Morris, e inginocchiarsi davanti alla sfortuna quando Eric Bledsoe ha subito un infortunio che lo ha definitivamente messo fuori dai giochi fino al termine della stagione corrente. La decisione di spedire Marcus Morris a Detroit la scorsa estate ha portato a Phoenix l’usato garantito Tyson Chandler, che però di garantito ha finora messo a segno soltanto mere cifre (5.7 punti e 8.4 rimbalzi di media), le peggiori della carriera dal 2010.
Dunque licenziare Hornacek può essere lecito, ma l’ex head coach è tutt’altro che l’unico problema della franchigia.
Nel frattempo per i Suns è tempo di riorganizzarsi: il nome che sta circolando in queste ore è quello di Steve Nash, idolo a Phoenix, due volte MVP della lega che attualmente opera come consulente part-time dei Golden State Warriors. L’affetto che lega il proprietario dei Suns Robert Saver e Nash è noto, tanto che i due hanno acquisito insieme delle quote di una squadra di calcio spagnola: il ritorno di Nash senza alcun dubbio porterebbe entusiasmo all’ambiente.
Il canadese ancora deve esprimere le proprie intenzioni riguardo un eventuale ruolo di maggior impatto nella lega, come potrebbe essere quello di capo allenatore dei Suns. Sicuramente intelligente ed ampiamente rispettato, il potenziale di Nash è illimitato. Allenare può essere un’opzione, anche se al vecchio Steve affascina molto un ruolo nella dirigenza: attualmente il nativo di Johannesburg è direttore generale della squadra nazionale di basket canadese, un lavoro di cui è molto contento (secondo quanto riportato da suoi amici stretti), e che ricopre dal 2012. Ma se dovesse arrivare un’offerta da Phoenix, Nash probabilmente non se la lascerà sfuggire, anche se le prime voci parlano di un temporaneo rifiuto di Nash, visti già gli impieghi appena citati con la federbasket canadese e i Golden State Warriors.
I Suns hanno un giovane e brillante GM, Ryan McDonough, il cui ruolo è stato rafforzato quando Lon Babby, ex presidente delle operazioni basket a Phoenix, si è dimesso la scorsa estate.
Ma conviene accettare una proposta da questi Suns? Analizzando il roster, al completo, sarebbe una bella sfida per chiunque: uomo franchigia Eric Bledsoe, affiancato da un porobabile All-Star Brandon Knight, un ottimo difensore (se ritorna quello di Dallas) Tyson Chandler e diversi talenti acerbi, ma che possono maturare come Len, Goodwin, Warren e Booker. Un roster che si può definire buono, ma lontano dall’essere competitivo ai massimi livelli della Western Conference. Hornacek ha dovuto lasciare, ma Phoenix ha bisogno di più, molto di più che di un semplice allenatore in grado di sostituirlo.